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Un nuovo progetto e servizio, ideato da Cuore di bimbo è l’informazione nonché consulenza per donne in gravidanza, costrette anche ad affrontare questioni inerenti l’aborto e l’interruzione della gravidanza. Cuore di bimbo in questi casi vorrebbe diventare in tale situazioni sempre di più un punto di riferimento efficiente e fornire risposte adeguate alle ansie e tante perplessità (vedasi allegato) delle donne interessate.  

Effettivamente, in alcuni casi nei primi mesi di gravidanza, la coppia che aspetta un figlio può passare dalla felicità più smodata alla disperazione più nera, se scopre che il piccolo è ammalato, portatore, cioè, di una malformazione congenita evidenziata da un’ecografia ostetrica morfologica. Tra le malformazioni più evidenti all’indagine ecografica fetale, le cardiopatie congenite rappresentano un’entità a se stante, poiché, per la diagnosi, sono necessarie abilità tecnica e cognizioni fisiopatologiche specifiche cardiologiche.

Sostanzialmente dice Seitz, tutte le cardiopatie congenite possono essere trattate con elevate probabilità di successo, con interventi di chirurgia convenzionale, emodinamica interventistica ovvero con terapia “ibrida”. Detto trattamento può essere eseguito, a seconda dei casi, anche nelle prime ore o nei primi giorni di vita.

Il moderno trattamento delle cardiopatie congenite, specie nei pazienti con malformazioni che coinvolgono entrambi i ventricoli, permette il ripristino di una buona funzione cardiaca, compatibile con un normale stile di vita ed in alcuni casi selezionati di cardiopatie congenite – nelle quali la chirurgia ha ricreato una normalità anatomica e funzionale – le linee guida prevedono anche l’idoneità all’attività sportiva agonistica. Nei casi più complessi, ovvero nei quali si osserva un sovvertimento dell’anatomia del cuore, la chirurgia spesso non può ricreare una normale anatomia ma la scelta e di creare una fisiologia che renda la cardiopatia compatibile con la vita.

E’ fondamentale che i genitori- ed i pazienti quando diventano adolescenti- sappiano che è molto importante l’aderenza alle terapia farmacologica ed ai controlli periodici (in gergo chiamati follow-up) che spesso debbono essere proseguiti per tutta la vita quando non vi è una guarigione completa della cardiopatia; talora, per i casi più gravi, può persistere un quadro di scompenso cardiaco cronico ed un programma di candidatura al trapianto cardiaco.

 

 

 

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