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Montagna in movimento per Cuore di bimbo

Dal quotidiano “Alto Adige” del 05/06/2021

 

Volti sorridenti dopo la conclusione di un’azione estremamente riuscita e soprattutto coraggiosa di un’intera comunità. La sindaca del comune di Montagna, Monika Delvai, ha invitato i suoi concittadini a partecipare a un’iniziativa speciale intorno alla Giornata internazionale del bambino con malattie cardiache congenite, che si celebra ogni anni a maggio.

 

Nella foto da sinistra a destra: la leggenda della corsa altoatesina Alfred Monsorno, Elke Kalser, la sindaca Monika Delvai e Matthias Tschöll (tutti del comune di Montagna) e sullo sfondo, il presidente di Cuore di bimbo Ulrich Seitz.

Sono state programmate in questo contesto varie attività all’aperto nel territorio del paese citato. Il risultato è stato poi molto sorprendente per i chilometri “raccolti, trasformati in denaro. Camminatori, corridori e ciclisti diligenti hanno raccolto la cifra di 1.400 euro per la buona causa. Ulrich Seitz, il presidente dell’associazione Cuore di bimbo, è molto felice di questo grande risultato, anche perché quest’anno, ancor più che in passato, tutto l’aiuto fornito dalla popolazione civile assume un significato molto speciale per le attività dell’associazione. È un fatto che attualmente molte questioni assistenziali, terapeutiche e economiche sono molto gravose per le famiglie in oggetto.

Effettivamente, da anni, l’Alto Adige registra un alto numero di casi di malattie cardiologiche. Inoltre, la cura di queste persone può essere garantita solo in misura limitata all’ospedale di Bolzano. Soprattutto quando sono necessari interventi, i pazienti devono essere trasferiti in strutture universitarie nel nord Italia o in Germania. Per molte famiglie, questo comporta non solo preoccupazione per il bambino, ma anche un notevole sacrificio finanziario.

Osserviamo, così ricorda il presidente Seitz, che negli ultimi mesi della crisi a causa del Coronavirus, la situazione dei giovani con difetto cardiaco nella discussione pubblica da parte dei responsabili del servizio sanitario non è stata per niente tematizzata.  Questo ci rende tristi, perché per le famiglie con bambini malati cronici la paura di un’infezione da Coronavirus con un rischio di pesanti complicazioni o addirittura la morte è chiaramente sempre visibile. Dopo più di un anno di pandemia, si verificano molte domande aperte sulla protezione di questi bambini e delle loro famiglie.

Seitz: le nostre famiglie si sentono spesso lasciate sole e non capite, soprattutto quando sono in sospeso trattamenti sanitari o addirittura rinvii a centri fuori dalla provincia dell’Alto Adige. La pandemia ha anche evidenziato ancora una volta l’importante ruolo svolto dai genitori e dai volontari dell’associazione, in prima linea quando ci sono difficoltà nel conciliare le esigenze dei giovani malati con il sistema scolastico e nell’organizzare le cure fuori dall’Alto Adige.

Sebbene oggigiorno il 90 percento dei piccoli pazienti cardiopatici raggiunga l’età adulta (la maggior parte dei quali con una buona qualità di vita), molti di loro devono ricorrere per sempre a cure mediche. Alcune fasi di vita richiedono inoltre che il paziente si confronti in modo particolare con la sua condizione fisica, per lo più non riconoscibile a prima vista dall’esterno: nel periodo di transizione dalla prima infanzia all’adolescenza sono infatti spesso necessari interventi cardiochirurgici successivi o interventi mediante cateterismo cardiaco. Dopo la pubertà l’adolescente passa inoltre dalle mani fidate del cardiologo pediatrico a quelle dello specialista dell’età adulta. E con il distacco dai genitori il giovane cardiopatico deve assumersi consapevolmente la responsabilità della propria salute, un passo non sempre facile. A scuola e nella scelta della professione il giovane affetto da difetti cardiaci congeniti si scontra talvolta con i limiti dettati dalla condizione fisica. Quindi il personale docente e altri adulti, ma anche i compagni di scuola, devono mostrare comprensione per i bisogni dei bambini cardiopatici, aiutandoli a non esigere troppo da se stessi.

Cuore di bimbo ringrazia con entusiasmo il comune di Montagna per aver organizzato il progetto “Montagna in movimento”. Attraverso tale iniziativa mirata, persone con e senza handicap sperimentano qualcosa insieme, garantendo un segnale che il movimento aiuta a rafforzare il benessere e a promuovere l’inclusione delle persone con un problema di salute.